Un incontro a cura di Giulio Asta | Officina Immaginata
Nella cornice del Safer Internet Day 2026
13 febbraio 2026 @ Sala della consulta, Sante Zennaro, Imola
L’intelligenza artificiale non è più una tecnologia “del futuro”.
È già dentro le nostre case.
È nelle ricerche online.
Nei suggerimenti di Netflix e YouTube.
Nei compiti fatti con ChatGPT.
Nei filtri di TikTok.
Nelle pubblicità su Instagram.
Nel navigatore che usiamo per accompagnare i figli a scuola.
Nel suggeritore automatico della tastiera del telefono.
Ma l’IA non è solo uno strumento tecnico.
È un ambiente culturale.
E in quanto ambiente, educa.
Questo incontro nasce per aiutare genitori e famiglie a:
comprendere cosa sia davvero l’IA (oltre l’entusiasmo e oltre la paura)
riconoscerne l’impatto quotidiano
accompagnare i figli in un uso consapevole
scoprire opportunità educative e creative
L’IA è già nella nostra vita quotidiana.
Non possiamo impedirlo. Possiamo però imparare ad abitarla.
La vera domanda non è: “L’IA è pericolosa?”
La vera domanda è:
Che tipo di relazione vogliamo costruire con queste tecnologie?
E che tipo di adulti digitali vogliamo aiutare i nostri figli a diventare?
Media literacy
Capacità di comprendere, analizzare e valutare criticamente i contenuti mediali.
Media education
Percorso educativo che aiuta bambini e adulti a sviluppare consapevolezza nell’uso dei media.
AI literacy
Competenza nel comprendere cosa fa l’intelligenza artificiale, come funziona e quali impatti ha.
AI (Intelligenza Artificiale)
Sistemi informatici capaci di svolgere compiti che richiedono analisi, previsione, generazione di contenuti.
LLM (Large Language Model)
Modello linguistico di grandi dimensioni che genera testo prevedendo la parola successiva.
AI generativa
IA che crea nuovi contenuti: testi, immagini, musica, codice.
Rete neurale
Sistema matematico ispirato al funzionamento del cervello umano.
Data set
Insieme di dati utilizzati per addestrare un modello di IA.
Crowdsourcing
Raccolta di dati o contributi da molte persone online per migliorare un sistema.
Un modello di IA non nasce intelligente.
Viene addestrato su enormi quantità di dati.
Questi dati possono provenire da:
testi pubblici online (qualunque cosa)
immagini disponibili sul web
archivi concessi in licenza
contenuti annotati da lavoratori digitali
interazioni con gli utenti
I dati influenzano le risposte.
Se un data set contiene errori, stereotipi o squilibri culturali, anche l’IA potrà restituire risultati distorti.
Per questo è fondamentale insegnare ai figli che:
l’IA può sbagliare
l’IA può avere bias
l’IA non è neutra
Suggerimenti musicali su Spotify
Feed personalizzati sui social
Navigatore GPS
Correttore automatico
Raccomandazioni di acquisto
Filtri anti-spam
Traduzioni automatiche
Assistenti vocali
L’IA è già quotidianità.
La domanda non è “se”, ma “come”.
ChatGPT → OpenAI
Gemini → Google
Copilot → Microsoft
Claude → Anthropic
Grok → xAI
DeepSeek → Cina
Queste aziende:
raccolgono dati
migliorano i modelli con le interazioni
operano con interessi economici
Non è un giudizio.
È una consapevolezza.
Ogni interazione è un dato.
Ogni dato ha valore.
È la richiesta che scriviamo all’IA.
Esempio:
Spiegami la Rivoluzione Francese.
Cosa succede? Ottengo una risposta generica
È scrivere richieste in modo più preciso.
Include:
fornire contesto
definire un ruolo
specificare il formato
chiedere revisioni
Non è solo una competenza tecnica.
È una competenza cognitiva: significa saper formulare bene una richiesta.
Esempio:
Agisci come un insegnante di storia per una classe di seconda media. Spiega la Rivoluzione Francese in massimo 200 parole. Usa un linguaggio semplice. Inserisci tre cause principali e due conseguenze. Concludi con una domanda per stimolare la riflessione.
Cosa cambia?
Ruolo definito
Target definito
Lunghezza definita
Struttura definita
Obiettivo educativo definito
Non stiamo solo chiedendo.
Stiamo orientando e progettando l'interazione.
Vedete la differenza?
Nel primo caso delego.
Nel secondo caso sto guidando il processo.
Un gioco che mostra come l’IA riconosce i disegni e apprende dai contributi degli utenti.
Mostra volti generati artificialmente, utili per riflettere su deepfake e fiducia nelle immagini.
L’IA può:
aiutare nei compiti
creare riassunti
stimolare creatività
Ma può anche:
sostituire lo sforzo
ridurre l’esercizio del pensiero
generare informazioni errate
La differenza la fa l’accompagnamento.
L’IA non si governa con il divieto.
Si governa con relazione, presenza e dialogo.
🗣️ Parlare apertamente di IA
Chiedere come viene usata, con quali dubbi, con quali difficoltà.
👥 Usarla insieme
Provare insieme, osservare errori, smontare l’effetto “magico”.
🔄️ Chiedere come hanno ottenuto una risposta
Non “hai copiato?”, ma “che prompt hai scritto? cosa hai capito?”.
⚖️ Non demonizzare, ma contestualizzare
Ogni tecnologia ha opportunità e rischi.
🔐 Guardare le impostazioni privacy
Capire cosa viene salvato e come vengono usati i dati.
🗺️ Diversificare strumenti
Mostrare che esistono alternative, non esiste una sola AI.
🧠 Coltivare il pensiero critico
Chi ha prodotto questa risposta? Con quali dati? Per quale scopo?
L’intelligenza artificiale non è solo una tecnologia. È uno specchio.
Riflette il nostro modo di porre domande.
Riflette il nostro modo di educare.
Riflette il nostro modo di essere adulti.
È un test culturale.
Non serve avere tutte le risposte.
Serve restare presenti.
Educare nel tempo dell’IA significa accompagnare la relazione.
E la relazione è umana. Perché siamo noi.
Progettiamo percorsi su:
Intelligenza artificiale
Tecnologia e genitorialità
Media education
Alfabetizzazione digitale
Formazione per scuole, enti e organizzazioni
Non insegniamo solo a usare strumenti.
Aiutiamo a comprenderli e farli propri.
Puoi contattarci cliccando qui sotto
Possiamo attivare un percorso personalizzato.